CORDOVADO (PORDENONE) - «Denis Bertoia è la Spal Cordovado». Questa frase risuonerà tra gli spogliatoi e i campi sportivi della squadra cittadina in ricordo del 51enne, super tifoso, morto nel tardo pomeriggio di martedì. Denis, malato di tumore da un paio d’anni, lascia la moglie Marica, il figlio Giulio e la mamma Anna Maria. Il cordovadese doc, dipendente per 30 anni alla Midj, azienda di arredamenti a Cordovado, ha combattuto fin quando ha potuto, dimostrando quella tenacia che già lo distingueva sul campo di gioco. Negli ultimi mesi però la situazione, purtroppo, si era aggravata irrimediabilmente.

«È, uso il presente, un esempio per tutti - afferma Michele Russolo, presidente della Spal Cordovado -. Lui è il primo tifoso di questa società, questi colori gli scorrono nel sangue. Giocatore, capitano, dirigente, e soprattutto amico: Denis è dedizione e amore per la Spal». Nato nel 1974, fin da bambino ha mosso i suoi primi passi nel campo nella squadra giallorossa. Ha attraversato tutte le giovanili sino a raggiungere la prima squadra. La determinazione e la passione sono state le sue maggiori doti. «Anche se all’inizio - ricorda il presidente - non era tra i migliori giocatori non si è mai arreso. La sua perseveranza l’ha condotto a diventare titolare insostituibile e capitano della squadra del cuore». Denis ha vestito anche altre maglie: per una stagione quella della Julia Sagittaria in Veneto e per cinque annate quella del Sesto Bagnarola. Appesi gli scarpini al chiodo si è impegnato come allenatore e direttore sportivo sia a Sesto che nell’amata Cordovado. Denis ha continuato a giocare come amatore, vincendo tra l'altro, un campionato con lo Sporting San Giovanni (Csi).