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Ultimo aggiornamento: 16:51
Il 23 maggio 1992 Giovanni Falcone fu ucciso nella strage di Capaci. Due settimane prima, l’8 maggio, aveva partecipato all’Istituto Gonzaga di Palermo al dibattito “Mafia e nuovo codice”, in qualità di direttore degli Affari Penali del Ministero di Grazia e Giustizia. È l’ultimo intervento pubblico di cui resta registrazione integrale.
Nel corso dell’incontro Falcone affronta il nodo dell’ordinamento del pubblico ministero. Il passaggio decisivo è una frase che sintetizza con chiarezza la sua posizione sulla distinzione dei ruoli e sul tema, oggi al centro del dibattito politico, della separazione delle carriere: “Un punto mi sembra fondamentale: il pubblico ministero deve avere un tipo di regolamentazione ordinamentale che sia differente rispetto a quella del giudice, non necessariamente separata, e questo non per assoggettarlo all’esecutivo, come si afferma, ma al contrario per esaltarne l’indipendenza e l’autonomia”.
È la frase che Nicola Porro, nella puntata di Quarta Repubblica del 17 novembre, ha mandato in onda. Ma, come ha raccontato da Antonio Massari sul Fatto, fermandosi solo alla prima metà, in modo da usarla per attaccare Nicola Gratteri: “Il pubblico ministero deve avere un tipo di regolamentazione ordinamentale che sia differente rispetto a quella del giudice”. Ascoltata in questo modo, la frase suggerisce che Falcone fosse assolutamente a favore della riforma sulla separazione delle carriere.







