In un'Italia che ancora fatica ad accettare le diversità, "Siamo stelle che brillano" è un romanzo di formazione potente e necessario. Un racconto di una crescita queer narrata con dolcezza e rabbia, lirismo e crudezza, dove la scrittura stessa diventa atto di resistenza, coming out stilistico e identitario. Una storia che celebra l'amicizia e la comunità, mostrando come sia possibile trasformare il dolore in luce purissima.

“Siamo stelle che brillano”, libro di Vittoria Schisano e Alessio Piccirillo, verrà presentato questa sera, giovedì 20 novembre, alle 21 al Circolo dei Lettori di Torino, in via Bogino 9. Saranno presenti gli autori, modera l'incontrò la giornalista Adele Piazza e l'editore Gianni La Corte.

La storia è inquadrata nel 1983 quando Cristiano, un bambino che si sente diverso, trova nell’estate a Ischia con la zia Delia e nell’amicizia con Yu la libertà di essere sé stesso. Anni dopo, a Bologna, ritrova l’amica e una comunità queer e bohémien che lo accoglie. Tra lotte per i diritti e musiche anni Ottanta, inizia a riconoscere e abbracciare la propria identità.

La trama

È il 1983 e Cristiano ha appena compiuto 10 anni. È innamorato degli show televisivi e balla “Cicale” davanti alla tv, ipnotizzato da Heather Parisi che prova a imitare. Si sente diverso da tutti e ben presto la scuola diventa un posto da incubo che lo soffoca e lo ferisce. Solo Delia, la giovane zia che vive in assoluta libertà e che lo ospita per l’estate sull’isola di Ischia, lo capisce davvero. È lei che inizia a chiamarlo Crilù ed è lei che lo spinge a cercare il suo vero io. Durante quella vacanza, Cristiano conosce anche Yu, una ragazzina cinese con cui stringerà un profondo e salvifico rapporto di amicizia e che ritroverà qualche anno più tardi a Bologna, una città che gli permetterà di respirare finalmente un’aria nuova e diversa da quella claustrofobica del paesino in cui è cresciuto. Sarà qui che la consapevolezza sulla sua vera identità inizierà a farsi strada dentro di lui. “Siamo stelle che brillano” è un romanzo corale in cui le vicende di personaggi dalle mille sfaccettature si intrecciano con quelle del movimento LGBT, con le prime contestazioni bolognesi, con la rivendicazione di diritti naturali e con le indimenticabili musiche degli anni Ottanta che fanno da fil rouge a tutta la narrazione.