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Ultimo aggiornamento: 8:00
“I giubbotti antiproiettile sono un sacco di soldi!”, dice Timur Mindich, “fai solo in modo che firmino la ricezione” del materiale. “Ho capito, richiamerò”, risponde Rustem Umerov. E’ il cuore del dialogo intercettato dagli uomini dell’Ufficio Nazionale Anticorruzione tra quello che considerano il capo della banda al centro dell’inchiesta “Midas” e l’ex ministro della Difesa, oggi capo del Consiglio nazionale di sicurezza di Kiev. La prova, secondo gli inquirenti, che l’ex socio di Volodymyr Zelensky oggi latitante in Israele esercitava la sua influenza sul ministero e gli appalti militari.
Il dialogo è dell’8 luglio 2025 ed è riportato nell’avviso di garanzia consegnato a Mindich il 10 novembre. L’imprenditore parla con Umerov e spinge perché l’Operatore statale della logistica, l’ente statale responsabile delle forniture delle forze armate, accetti una partita di giubbotti antiproiettile che non avevano superato i controlli di qualità. “Per favore, non te ne andare… i giubbotti antiproiettile sono un sacco di soldi!“, dice Mindich che sembra avere necessità e urgenza che la questione venga risolta. “Fai solo in modo che firmino la ricezione, tutto qui. Per te è solo una chiamata… Basta che dici: ‘non voglio più sentire Timur parlare dei giubbotti, e io lo incontro due volte a settimana’”. “Risolvila, ti prego, altrimenti sarà un casino”, insiste Mindich preoccupato per aver investito nell’affare “metà dei miei soldi”. Umerov a quel punto sembra accettare: “Ho capito… richiamerò e dirò di nuovo: ‘guardate, cosa devo fare perché lo facciate?'”.






