La storia di questa settimana fa luce su una figura che non tutti conoscono: la Consigliera di Fiducia. Che alla nostra lettrice, una 62enne in attesa di pensione, dice: “Non restare nella solitudine: il silenzio alimenta il potere di chi abusa”
di Sarah Barberis
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In Italia, la figura della Consigliera di Fiducia nasce alla fine degli anni Novanta, soprattutto nelle università e negli enti pubblici sanitari e di ricerca, seguendo le raccomandazioni europee per la prevenzione di molestie e discriminazioni. Oggi se ne contano circa un centinaio nella pubblica amministrazione, collegate a oltre 120 codici di condotta etica. Sebbene ancora poco conosciuta, questa figura indipendente rappresenta un canale riservato e sicuro per segnalare abusi di potere, discriminazioni, molestie o situazioni di burnout, con l’obiettivo di tutelare il benessere psicofisico delle persone lavoratrici.
Questa settimana ascoltiamo la lettera di Carla, che avrebbe certamente tratto beneficio dalla presenza attiva di una Consigliera, se ne avesse avuta una nel suo luogo di lavoro: un punto di riferimento fondamentale, ancora non completamente diffuso sul territorio nazionale, ma in costante crescita. A risponderle è Annalisa Valsasina, psicologa e psicoterapeuta, Consigliera di Fiducia e co-founder di SupportHer, progetto dedicato al sostegno delle donne vittime di violenza sul luogo di lavoro.








