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Ultimo aggiornamento: 18:12
di Alberto Minnella
La politica italiana è un grande mobilificio dell’usato. Ogni stagione tira fuori un oggetto un po’ sgangherato, lo spolvera e ce lo mette davanti come fosse nuovo. L’ultimo è il taglio fiscale della manovra: due punti in meno sull’aliquota di mezzo. Una carezza annunciata come una rivoluzione. Dicono: “Aiuterà la classe media”. E qui si potrebbe chiudere il giornale e andare a fare una passeggiata. Perché la classe media, quella vera, è scomparsa da un pezzo. Esiste solo nella fantasia dei politici, come certi parenti che si nominano spesso e si vedono mai.
Era quella che a fine mese riusciva a respirare, magari senza fare salti mortali, ma con la dignità di chi non deve scegliere tra il dentista e la spesa. Oggi respira poco e male. E quando le annunciano questi tagli, alza un sopracciglio e si domanda: “E quindi?”. Poi si fanno i conti. E si scopre che la “sforbiciata” vale poche decine di euro l’anno per chi vive di uno stipendio normale. Nulla che cambi la vita. È come passare un bicchiere d’acqua a chi sta affogando: gesto garbato, risultato trascurabile.






