Firenze, 19 nov. (askanews) – Il Museo Archeologico Nazionale di Firenze riapre la storica Sala della Chimera, restituendo al pubblico uno spazio completamente rinnovato che accoglie uno dei simboli universali dell’arte etrusca: la Chimera d’Arezzo, il bronzo del IV secolo a.C. scoperto nel 1553 e subito entrato nelle collezioni medicee di Cosimo I.

La sala, oggetto di un intervento di riallestimento affidato allo studio Guicciardini & Magni in collaborazione con l’Ufficio tecnico e le curatrici del Museo, è stata ripensata per offrire un’esperienza immersiva e un rapporto più intimo con la celebre scultura. Al centro lo slancio plastico della Chimera è valorizzato da una pedana monumentale, mentre un gioco scenografico di luci e ombre esalta la tensione narrativa del mito. Quattro panche disposte in cerchio invitano il pubblico a una fruizione contemplativa, accompagnata dall’immagine dell’ombra proiettata come un sipario teatrale.

“Restituire a quest’opera uno spazio all’altezza della sua storia significa mettere al centro la qualità dell’esperienza museale”, afferma il direttore generale Musei, Massimo Osanna. Per il direttore del Museo, Daniele Federico Maras, si tratta di “un allestimento concepito per un incontro personale con un capolavoro che appartiene all’identità culturale del Paese”.