Il ritorno a Firenze della Chimera (nel 2024 è stata protagonista della mostra sul Vasari ad Arezzo) ora presentata in una veste museale completamente rinnovata, segna il primo importante risultato di un ambizioso progetto di ripensamento complessivo del Museo Archeologico di Firenze. Un’anticipazione del percorso di rinnovamento intrapreso dall’istituto divenuto autonomo nel 2024 e guidato da un anno e mezzo dall’etruscologo romano Daniele Federico Maras. La Chimera — celebre bronzo etrusco scoperto ad Arezzo nel 1553, e iscritto al numero 1 dell’inventario del museo — si trova ora in una stanza esclusivamente dedicata a lei che simula la sala di un teatro, dove il visitatore la può ammirare “al riparo da distrazioni”, spiega il direttore.

L’allestimento

Lo spazio è stato curato dallo studio Guicciardini & Magni e presenta la statua su un basamento monumentale realizzato da Goppion spa, mentre l’illuminazione, ideata dallo studio Iarussi di Firenze, mette in risalto i dettagli anatomici. Innovazioni che mettono al centro “la qualità dell’esperienza museale, l’accessibilità dei contenuti e l’attenzione verso i pubblici”, dice il direttore generale musei Massimo Osanna. Il rifacimento della sala della Chimera però è solo il primo passo di una serie di interventi che mirano al rilancio del museo (il primo archeologico d’Italia) attraverso cinque progetti da oltre un milione di euro ciascuno.