Da mortadella a minestrone, Romano Prodi ribolle. Con cadenza settimanale, come la messa, il gran cattolico del centrosinistra fa la predica alla sua chiesa. E da buon ciclista, l’ex premier sembra fare il verso al Gino Bartali di “è tutto sbagliato, è tutto da rifare”.
È ossessionato da due donne, e non si capisce chi le piaccia di meno. La prima è Giorgia Meloni, «che non ha realizzato nulla e la cui unica forza è la durata per mancanza di alternativa»; e fin qui da lui che del centrodestra non ha mai apprezzato nulla, neppure di quello democristiano, ce lo si aspetta. La seconda è Elly Schlein «perché servono leader credibili e il modello non può essere il sindaco di New York, Zohran Mandami e perché la deriva estremista della sinistra» che la segretaria impone «allontana gli elettori, offrendo una lettura troppo ristretta della società». E poi, occhio alla patrimoniale, «perché solo parlarne veicola un messaggio di oppressione fiscale» e a Giuseppe Conte, «che può essere il Fausto Bertinotti di un eventuale premier di sinistra e il cui ruolo non è ancora definito».
PRODI SMANTELLA ELLY SCHLEIN: "NO, NON È IL MODELLO DA SEGUIRE"
"Mamdani ha fatto cose interessanti: ha risvegliato la partecipazione, ha attratto i giovani, è stato capace...











