BELÉM (Brasile) - L’Italia non è tra gli 82 Paesi che supportano la richiesta di una roadmap per la transition away dai combustibili fossili. Che pure, parole del Commissario Hoekstra questa mattina in conferenza stampa, è una idea che piace molto all’Unione europea. Una “tabella di marcia” auspicata dal presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva fin dai primi giorni di questa 30esima Conferenza Onu sul clima. E che ora trova il sostegno trasversale di nazioni ricche e in via di sviluppo. “La nostra è una alleanza globale tra il Global North e il Global South”, l’ha definita Ed Milliband, ministro britannico per la Sicurezza energetica e il Net zero. Accanto a lui i rappresentanti, tra gli altri, della Colombia, Isole Marshall, Germania, Kenya, Sierra Leone. Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energeritca Gilberto Pichetto Frattin aveva già espresso lunedì tutto lo scetticismo del governo italiano: “La roadmap? Prima di aderire vogliamo vedere cosa c’è dentro”
Ma alle Cop si decide per consenso, occorre essere tutti d’accordo. Ed è per questo che la parola che circola di più in queste ore a Belém è mutirão. Intraducibile in italiano (e presumibilmente in molte altre lingue occidentali), è stata spiegata dal vertice della delegazione brasiliana, che presiede la 30esima Conferenza Onu sui cambiamenti climatici e che del mutirão ha fatto una bandiera. “È uno sforzo collettivo, necessario a raggiungere qualcosa che non si può ottenere se si è uno o due, ma che invece è alla portata di una comunità che lavora insieme”, ha detto Liliam Chagas, Direttrice Clima al ministero degli Esteri di Brasilia.












