È stato sottoscritto all'Aran, Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni, il Contratto collettivo nazionale di lavoro 2022-2024 per l'Area della Dirigenza Medica e Sanitaria, che riguarda 137mila dirigenti, di cui 120mila medici e 17mila dirigenti sanitari non medici.

Le risorse complessive disponibili, pari a 1,2 miliardi di euro, assicurano un incremento medio del 7,27%, traducendosi in aumenti medi di circa 491 euro al mese per 13 mensilità e in arretrati medi stimati in 6.500 euro. Non hanno firmato Cgil e Fassid.

«La firma di oggi all'Aran del contratto anche per la dirigenza medica e sanitaria è un altro obiettivo concreto raggiunto da questo Governo. E' un traguardo che si inserisce in un percorso virtuoso, reso possibile grazie all'impegno e alle risorse stanziate in due leggi di Bilancio, al lavoro dell'Aran e al dialogo costruttivo con quelle organizzazioni sindacali capaci di ascoltare le reali istanze dei lavoratori». Lo afferma il ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo sottolineando che «il rinnovo prevede aumenti decisi, nella linea già tracciata dall'Esecutivo, con la volontà di incrementare il potere d'acquisto delle retribuzioni». Unico rammarico - continua - è la mancata adesione, anche questa volta, della Cgil (seguita dalla Fassid) che continua in una logica, ora più che mai, dettata da obiettivi non sindacali, bensì politici». Ora, chiusi i rinnovi 2022/2024 per tutti i settori, il ministro per la Pubblica amministrazione guarda avanti: «C'e' già la data, quella del 3 dicembre, quel giorno inizierà la trattativa per la tornata 2025/2027 per il rinnovo delle Funzioni centrali. Si tratta di una tempistica mai vista prima nella storia repubblicana». «Sarebbe stato da irresponsabili non firmare questo contratto. Le risorse economiche per il 2022-2024 erano già state stanziate e abbiamo ritenuto prioritario distribuirle da subito ai colleghi». Questo il commento del Segretario Nazionale Anaao Assomed Pierino DI Silverio dopo aver sottoscritto la preintesa del Ccnl della dirigenza medica e sanitaria. «Tra le novità - spiega Di Silverio - aumenti per i più giovani, carriere più flessibili con riconoscimento dell'anzianità anche per le branche equipollenti, riconoscimenti economici per chi lavora in pronto soccorso. Vengono rafforzate le tutele legali per i dirigenti medici e sanitari in caso di aggressioni, ridotte le decurtazioni per chi lavora in extra moenia, viene prevista la possibilità di usufruire delle le ferie anche durante il preavviso di dimissioni». «L'accordo firmato oggi - prosegue Di Silverio - al di là delle cifre, rappresenta un passo importante per un nuovo corso e una funzione diversa del contratto stesso che deve servire a migliorare l'organizzazione e la vita lavorativa. Le risorse, indubbiamente inferiori alle reali necessità di riconoscimento professionale, devono necessariamente essere implementate con finanziamenti extracontrattuali come peraltro l'Anaao ha chiesto nella finanziaria all'esame del parlamento nella quale è stato previsto un emendamento che stanzia 407 milioni di euro (aumento del 33% della indennità di specificità medica a partire dal 1 gennaio 2026) e 26.5 milioni per la dirigenza sanitaria sempre dal 1 gennaio 2026 al di fuori del contratto». «L'obiettivo ora - conclude Di Silverio - è aprire subito le trattative per il triennio successivo 2025-2027. E continuare a impegnarci nella nostra 'missione' che è quella di tutelare i diritti dei professionisti».