Se un terzo degli adolescenti guarda con pessimismo al proprio futuro nell’intero Paese, il dato sale di 10 punti e arriva al 43% fra le ragazze e i ragazzi che vivono in aree più difficili, periferie e zone in deficit di servizi.

Sono differenze che emergono anche rispetto agli ambiti delle opportunità di relazione tra pari, di praticare attività sportive o ricreative, di sentirsi sicuri, che segnano una crescita in salita per ragazzi e ragazze che vivono in are più difficili rispetto ai loro coetanei. Non si tratta “solo” di una questione di servizi. Gli adolescenti che oggi vivono in periferie o quartieri difficili sono privati della fiducia: verso il prossimo, ma anche nel futuro.

Sono alcuni dei dati emersi dall’indagine promossa da “Con i bambini” nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile e condotta dall’Istituto Demopolis in occasione della Giornata internazionale per i diritti dell'infanzia e dell'adolescenza del 20 novembre.

«Questa indagine è importante perché dà voce alla vita e ai dei nostri adolescenti, troppo spesso frettolosamente etichettati in modo negativo – commenta Marco Rossi-Doria presidente di "Con i bambini” – In generale è una generazione che chiede più spazio di socialità e di autodeterminazione e che nonostante le difficoltà non rinuncia ai propri sogni. Sono ragazzi e ragazze del nostro Paese che pongono ai primi posti, tra le cose importanti della vita, la famiglia e l’amicizia, ma anche lo star bene con sé stessi e che danno importanza all’amore in un tempo di conflitti e di odi. Non è davvero poca cosa».