Sempre più dipendenti dai social network, che sono il termometro della loro “popolarità” ma anche la fonte primaria di informazioni, pessimisti rispetto al futuro, a causa delle guerre e dei cambiamenti climatici, scettici rispetto all’intelligenza artificiale, vista con molto più timore che fiducia. A tracciare un profilo degli adolescenti di oggi è l’indagine annuale sugli stili di vita degli adolescenti che vivono in Italia realizzata da Laboratorio Adolescenza e Istituto di ricerca IARD su un campione nazionale rappresentativo di 3160 studenti (fascia di età 12-19 anni), con il patrocinio della Società Italiana di Pediatria e della Società Italiana di Ginecologia dell’infanzia e dell’adolescenza.
«Sono ormai troppi anni – commenta Maurizio Tucci, Presidente di Laboratorio Adolescenza – che i risultati della nostra indagine annuale, che portiamo avanti da 27 anni, appaiono, anche loro, una sorta di bollettino di guerra. Il nostro lavoro purtroppo non indica soluzioni, ma è un termometro impietoso di una china pericolosa su cui, anno dopo anno, gli adolescenti, più o meno lentamente, stanno scivolando. Un'adolescenza fragile, ma sempre più “in vetrina” sui social, con il solo risultato di aumentare insicurezza e fragilità. Un'adolescenza sempre più impaurita dal futuro tanto da temere anche l’intelligenza artificiale che, ci piaccia o no, sarà il futuro, e tanto vale, allora, imparare a governarla invece di demonizzarla lasciandocela sfuggire di mano. Un'adolescenza culturalmente sempre più povera, dove la barriera ai consumi culturali spesso è di natura economica. Una adolescenza che non si fida degli adulti (e come darle torto) e cresce con modelli di riferimento fasulli come sono fasulli gli influencer della rete. Ma a questo punto serve, per il bene della società futura, una inversione di tendenza che può esserci solo se noi adulti, che a vario titolo siamo oggi responsabili di ciò che accade intorno a noi, saremo in grado di modificare gli scenari in cui i nostri figli e nipoti si trovano a vivere. Le generazioni precedenti ci hanno lasciato un mondo imperfetto, altrettanto pieno di orrori e di errori. Noi, se non riusciamo a cambiare velocemente passo, alle generazioni future lasceremo solo briciole e polvere».







