AColle Val d’Elsa va in scena il “Teatro del Gusto”, opera in quattro atti scritta da Arnolfo, diretta da Alice Trovato alla regia, sceneggiatura a cura della brigata su aneddoti di Gaetano Trovato, accompagnamento orchestrato dalla sala. La sinossi dell’opera si basa su fatti realmente accaduti, ogni riferimento a persone, fatti o luoghi è volutamente ispirato alla carriera, e alle ricette, dello chef che ha portato due stelle Michelin a brillare sulla cittadina del Chianti Senese. Voce fuori campo e protagonista principale lo chef Trovato, attori protagonisti il sous chef Giuseppe Lopresti, la pasticciera Matilde Morandi il sommelier Calogero Milano e in sala Giovanna Matu, coprotagonisti gli junior chef Filippo Perotti e Alessandro Pillot.
Non un menu, non solo, e nemmeno una celebrazione. Il “Teatro del Gusto” è un racconto, in fatti e piatti, lungo quaranta anni in cui momenti di vita vera, aneddoti professionali e personali, si intessono sulla trama di una vita ai fornelli. “Ogni settimana ci riuniamo per parlare e confrontarci sui progetti, sul lavoro, delle cose pratiche – esordisce cosi Alice Trovato, figlia di Gaetano e al suo nella parte manageriale del ristorante Arnolfo –. La volontà era quella di raccontare la storia di Arnolfo, non con i piatti storici ma con quello che il babbo ci racconta tutti i giorni, le sue storie con cui ci fa ridere e pensare. Perché noi che lo viviamo tutti i giorni, ci si ride, e ogni volta che racconta una delle sue pensavamo quanto sarebbe stato bello raccontarla”. Ed ecco che nasce il canovaccio teatrale sul quale ricamare i sapori, o meglio l’evoluzione di una cucina che ha saputo diventare identitaria e rendersi riconoscibile.






