È un Mario Venditti amareggiato quello che fa parlare in aula il proprio avvocato. Domenico Aiello prende a prestito una poesia, l’Anatema, per usare parole pesanti contro l'inchiesta che Venditti, ex pm di Pavia, definisce una persecuzione basata sul nulla. Ossia l’accusa di corruzione in atti giudiziari per avere archiviato dietro compenso, nel 2017, la prima indagine a carico di Andrea Sempio per il delitto di Garlasco. "Il rimorso vi soffocherà e il sorriso sul vostro viso per sempre sparirà ma sul mio ritornerà. Maledetti, maledetti, maledetti" sono le parole lette nell’aula del tribunale del Riesame chiamato a decidere sul dissequestro degli undici dispositivi informatici dell’ex magistrato prelevati durante la perquisizione del 26 settembre e da allora nelle mani della Guardia di finanza di Brescia.
"L’unico mio errore - aveva già detto Venditti ai microfoni di Dentro la Notizia - è avere indagato nel 2017 su Andrea Sempio, anziché fermarmi appena la Corte d’appello di Brescia aveva respinto la richiesta di rifare il processo ad Alberto Stasi, condannato per l’uccisione di Chiara. Da quel momento, il delitto di Garlasco per la giustizia era risolto, e non aveva senso indagare altrove".










