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Ultimo aggiornamento: 18:18
Da quando Donald Trump ha varato le norme sulle criptovalute che hanno reso i token digitali mainstream negli Usa, utilizzando le cripto per fare affari personali e di famiglia che hanno aumentato il patrimonio del suo clan per 4 miliardi di dollari, denaro sporco per ben 28 miliardi di dollari è stato “lavato” attraverso le criptovalute. Lo documenta l’inchiesta pubblicata dal Consorzio internazionale di giornalismo investigativo ICIJ (lo stesso dei Panama, Paradise e Malta Papers), insieme al New York Times e da altre 36 organizzazioni giornalistiche in tutto il mondo.
Trump ha promesso di rendere gli Usa la “capitale mondiale delle criptovalute“: “La guerra dell’amministrazione Biden contro le criptovalute è finita”, ha dichiarato Karoline Leavitt, portavoce della Casa Bianca. Un’inversione di 180 gradi rispetto ai controlli dell’era Biden. Dopo aver costretto alle dimissioni molti regolatori che intralciavano i suoi piani, tra conflitti di interesse personali e dell’amministrazione (la Cantor Fitzgerald, azienda del suo segretario al Commercio Howard Lutnik, è la banca depositaria di Tether, la principale stablecoin mondiale), la finanza Usa ha adottato i criptoasset come nuova forma di speculazione per tutti.






