L’anno scorso ospite d’onore fu Donald Trump che, in piena campagna elettorale, alla Bitcoin Conference di Las Vegas celebrò la sua conversione alle criptovalute: da nemico che in passato aveva definito il bitcoin una «truffa, una moneta fatta di thin air» (cioè aria fritta), a condottiero dell’avanzata delle monete digitali. Con l’obiettivo dichiarato di fare degli Usa il gigante mondiale del denaro virtuale (e quello, non dichiarato, di arricchire enormemente la sua famiglia).