Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

Ultimo aggiornamento: 11:52

Dopo l’arrivo di Donald Trump alla Casa Bianca gli Usa hanno drasticamente ridotto la pressione sul fronte dell’antiriciclaggio, del contrasto al finanziamento del terrorismo e della violazione di sanzioni. Il Financial Times ricostruisce che nel 2025 le multe si sono fermate a meno di 1,7 miliardi di dollari, in calo del 61% rispetto ai 4,3 miliardi dell’anno precedente.

Il crollo, spiega il quotidiano finanziario, riflette una scelta politica: fin dall’insediamento il tycoon ha chiesto alle autorità di vigilanza finanziaria un approccio più “business-friendly“, spingendo verso l’archiviazione o il rallentamento di numerosi procedimenti, inclusi quelli sul settore delle criptovalute. Da gennaio l’autorità di vigilanza sui mercati (Sec) ha archiviato numerose indagini su piattaforme crypto, molte delle quali avevano sostenuto finanziariamente l’insediamento presidenziale. Paul Atkins, nominato da Trump alla guida della Commissione, aveva del resto esplicitamente promesso maggiore tolleranza e avvisi preventivi alle imprese prima di avviare azioni formali.

Il passo indietro non riguarda solo l’antiriciclaggio in senso stretto. Con un ordine esecutivo di febbraio 2025, la Casa Bianca ha poi messo in pausa l’applicazione del Foreign Corrupt Practices Act, la legge anticorruzione internazionale che dal 1977 era il pilastro dell’azione statunitense contro le tangenti a funzionari stranieri e aveva fatto degli Stati Uniti il punto di riferimento mondiale nella lotta alla corruzione transnazionale, ispirando le convenzioni Ocse e Onu e aprendo la strada a un enforcement coordinato anche in Europa.