Se non fosse realtà, si potrebbe tranquillamente dire che la fantascienza sta entrando nei cantieri. I progetti a cui sta lavorando Fincantieri sono in procinto di mettere al lavoro macchine che coniugano alcune delle tecnologie più avanzate nel campo dell’automazione, partendo dalla robotica e arrivando al machine learning, passando per digital twin, realtà aumentata e Internet of things. Ne sono un perfetto esempio il robot umanoide, il robot quadrupede e il cobot di saldatura. Tre innovazioni “cantierabili”, ovvero pronte ad essere impiegate non appena terminata la fase di sviluppo. Esattamente come prevede la strategia di Fincantieri.
Robot umanoide
Alto circa 127 centimetri con un peso di 47 chilogrammi, il robot umanoide è una piattaforma in sviluppo concepita per ridurre la necessità di interventi umani in contesti pericolosi o ripetitivi, come l’installazione dei perni di fissaggio per l’isolamento termico e acustico delle navi. Può svolgere questi lavori grazie a giunture con coppia massima di 120 Nm e a una velocità di avanzamento di 2 metri al secondo. Dispone inoltre di 43 gradi di libertà e di mani a tre dita con controllo della forza. In futuro il suo impiego più importante sarà nell’ispezione visiva delle saldature, attività essenziale nella costruzione navale e tradizionalmente eseguita manualmente. Grazie a sistemi di percezione tridimensionale e algoritmi di deep learning, il robot sarà in grado di identificare autonomamente le linee di saldatura, analizzarne la qualità e adattarsi alla geometria variabile del cantiere. Il processo di addestramento segue principi di apprendimento per rinforzo: il robot osserva un operatore, replica il compito e affina la propria esecuzione in base ai risultati ottenuti. Questo approccio multidisciplinare coinvolge robotica, informatica, meccatronica, intelligenza artificiale e neuroscienze.







