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17 NOVEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 6:00

Qui a Caracas il clima è di grande tranquillità e serenità. Il popolo sciama per le strade per godere i frutti della ripresa economica in atto ormai da qualche tempo, risultato a sua volta della stabilità politica raggiunta con la conferma di Nicolas Maduro a presidente, avvenuta a larga maggioranza nelle elezioni presidenziali del luglio 2024 e ribadita dal successo del Gran Polo Patriotico alle successive elezioni politiche del maggio 2025 e amministrative del luglio 2025.

Le radici storiche dell’unità venezolana risalgono com’è noto alle guerre per l’indipendenza nazionale condotte fra gli altri da Bolivar, Zamora, dal leader afrovenezolano Negro Primero, dall’eroina dell’indipendenza, Luisa Cáceres de Arismendi, e dal leader indigeno Guaicaipuro. Il Venezuela di oggi è una società multietnica e multiculturale che vede la partecipazione su di un piano di parità di tutti i settori. La grande epopea socialista cominciata con la vittoria di Chavez alle elezioni presidenziali del 1998 e continuata ininterrottamente durante gli ultimi 27 anni è stata appunto contrassegnata dall’affiorare delle istanze e rivendicazioni dei settori storicamente emarginati. Ciò è avvenuto nonostante i complotti dell’imperialismo statunitense che non si è mai rassegnato a perdere le enorme risorse del Paese, che vorrebbe destinare, come sempre in passato, ai profitti delle multinazionali come Exxon Mobil e alle accumulazioni della finanza anziché alla realizzazione dei diritti dei popoli.