Si è spento all’età di 74 anni il magistrato napoletano Francesco Greco, già procuratore capo a Napoli nord, una toga che, nel corso di una lunga e prestigiosa carriera, era stata accompagnata da stima unanime non solo per le doti di rigore e coerenza con le quali affrontava il lavoro quotidiano, ma per la naturale empatia che riusciva a sprigionare nel confronto con l’interlocutore di turno.

Prima di assumere la guida della allora neonata Procura aversana era stato pm a Napoli, dove agli inizi degli anni ‘90, dopo una lunga esperienza nel pool contro i reati societari, era entrato a far parte della Direzione distrettuale antimafia e del gruppo che indagava sul potentissimo clan dei Casalesi. Poi le esperienze come aggiunto in un altro ufficio di frontiera, la Procura di Nola, e il ritorno a Napoli, sempre come aggiunto, alla guida della delicata sezione Mani pulite dove coordinò indagini complesse come quella sulla compravendita di senatori che coinvolse l’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Era andato in pensione a febbraio 2021, dopo 44 anni in magistratura. «Lascio un lavoro che ho fatto contro il volere dei miei genitori perché ne ero e ne sono appassionato. Sono stato fortunato», disse nel giorno dell’addio. Una folla di colleghi, avvocati, amici e parenti gli ha rivolto l’ultimo saluto in Duomo.