È una dichiarazione congiunta di Stati Uniti, Egitto, Emirati, Arabia Saudita, Indonesia, Pakistan, Giordania e Turchia a presentare in modo esplicito la creazione di uno Stato palestinese come approdo possibile del piano di pace mediato dal presidente Trump per il futuro della Striscia di Gaza e dei territori palestinesi.
La frase, che presenta l’accordo come «una via per la creazione di uno Stato palestinese» rappresenta una novità per l’amministrazione americana e viene definita da Times of Israel un notevole cambio di tono da parte di Washington. «Trump ha dichiarato pubblicamente nelle ultime settimane - scrive il quotidiano israeliano - di non aver ancora deciso se sostenere una soluzione a due Stati. Israele, da parte sua, è fortemente contraria». La notizia segue di qualche ora le dichiarazioni di Mosca su una bozza presentata all’Onu su Gaza, nella quale la Russia ribadisce «l’impegno nei confronti della visione di una soluzione a due Stati» che «vivano fianco a fianco in pace» e in questo contesto «sottolinea l’importanza dell’unità e dell’integrità territoriale della Striscia di Gaza e della Cisgiordania sotto l’Autorità palestinese».
Continuano intanto gli sforzi americani per portare avanti le fasi dell’accordo. Come riportato dal New York Times, l’inviato speciale Steve Witkoff starebbe pianificando un incontro con il capo negoziatore di Hamas.














