Oggi è prevista la votazione sulla risoluzione degli Stati Uniti per Gaza, al Consiglio di sicurezza dell'ONU.

Sono giorni decisivi per il futuro di Gaza e, all'orizzonte, acquista via via più concretezza la prospettiva di una sua divisione a metà: una parte sotto il controllo dell'Idf, un'altra sotto quello di Hamas, a determinate condizioni.

Uno scenario al quale Israele si sta preparando: l'esercito deve essere pronto a "stabilire rapidamente il controllo operativo" delle aree di Gaza "oltre la Linea Gialla", ha assicurato il capo di stato maggiore delle Idf, Eyal Zamir.

Gli Stati Uniti e diversi paesi arabi hanno chiesto nei giorni scorsi l'adozione "rapida" della bozza di risoluzione Usa all'Onu su Gaza. La missione americana all'Onu aveva fatto sapere che "Stati Uniti, Qatar, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Indonesia, Pakistan, Giordania e Turchia esprimono il loro sostegno congiunto alla risoluzione del Consiglio di Sicurezza attualmente in esame, redatta dagli Usa

dopo consultazioni e in collaborazione con i membri del Consiglio e i partner della regione". "Lo storico Piano Globale per porre fine al conflitto di Gaza, annunciato il 29 settembre è approvato dalla risoluzione e celebrato e approvato a Sharm el-Sheikh", si legge nella nota, dove si afferma anche: "Rilasciamo questa dichiarazione in qualità di Stati membri riuniti durante la Settimana di Alto Livello per avviare questo processo, che apre la strada all'autodeterminazione e allo Stato palestinese. Sottolineiamo che si tratta di uno sforzo sincero e che il Piano offre una strada percorribile verso la pace e la stabilità, non solo tra israeliani e palestinesi, ma per l'intera regione".