A settembre, Katia Buchicchio è stata la prima a vincere il concorso di Miss Italia (che l’anno prossimo compirà 80 anni) con un apparecchio dentale. Intanto il 21 novembre verrà eletta Miss Universo. Ma i concorsi di bellezza hanno ancora senso?

a cura di Enrica Brocardo

di Alba Parietti

"La bellezza non è un demerito. Anzi, è una grande fortuna, non c’è nessuna ragione per demonizzarla". È l’opinione della conduttrice televisiva Alba Parietti, che ha fatto parte della giuria dell’ultima edizione di Miss Italia. "Perché ho accettato? Semplicemente perché non ci trovo nulla di sbagliato in questo concorso, fa parte della storia, del costume del nostro Paese. Quello che ho trovato fuori luogo, semmai, è stato voler cambiare le regole del gioco e, invece di valutare solo l’aspetto esteriore delle concorrenti, premiarle anche sulla base del loro talento artistico o tenere in considerazione la loro bravura negli studi: che una Miss debba per forza anche saper cantare, ballare o avere tre lauree mi sembra sbagliato, fuori contesto. I concorsi di bellezza sono una cosa, i talent show un’altra. Per essere ancora più chiara: a una gara di bellezza non può partecipare una ragazza bruttina che canta molto bene, ha molto più senso che ci sia una bellissima che magari non sa fare niente. Se, poi, chi vince grazie al suo aspetto esteriore, per il viso perfetto, le gambe lunghe, il corpo proporzionato, ha anche una voce pazzesca oppure è intelligentissima buon per lei: farà ancora più strada nella vita. A 17 anni avevo vinto la selezione per rappresentare l’Italia a Miss Universo. Avevo partecipato per curiosità e quando mi hanno scelta mi sono spaventata e ho rinunciato anche perché mio padre, che era convinto che l’unica cosa che contava nella vita fosse lo studio, era contrario. Ma oggi posso dire di aver fatto una stupidaggine. Sarebbe stata una bella esperienza, in un ambiente internazionale, avrei trascorso un mese in Australia e imparato cose nuove. Persino papà in seguito ha capito e si è pentito di avermi ostacolata. Da sempre, dai tempi di Sophia Loren che, tra l’altro, non aveva neppure vinto, e di Lucia Bosè, i concorsi di bellezza sono stati un trampolino di lancio per entrare nel mondo del cinema o fare televisione. È quello che in anni più recenti è successo a Martina Colombari e a Miriam Leone che, giustamente, si sono giocate le loro carte sul piano estetico. Non sono state elette Miss perché erano super intelligenti o sapevano fare i salti mortali, ma perché erano bellissime".