PADOVA - «Ad ogni gara mi rendo conto che ho qualche coetaneo in meno che partecipa» si stranisce Luciano Cammelli, 82 anni compiuti lo scorso 13 maggio e la divisa della Nuotatori Padovani sempre addosso. «Spero siano andati al mare» ride sornione, quasi ad esorcizzare quel 1943 sulla carta d'identità che nelle competizioni si traduce nella M80. Una categoria sudata a suon di vasche fin da ragazzino, quando si è tuffato per la prima volta nel Bacchiglione nel dopoguerra. «Erano le nostre vacanze, quelle di chi non poteva permettersi altro; anche per la mia famiglia, approdata a Padova dalla Toscana».
Dove si nuotava a Padova?
«La prima Rari Nantes era di fronte al cinema Lux con la sua bella spiaggia, i trampolini e la piscina in legno. La prima gara l'ho fatta proprio lì intorno ai 13 anni: la Coppa Silvestri, una competizione intitolata ad un giornalista alla quale ho partecipato per altri 10 anni. Da bambino avevo il solo scopo di imparare, ma poi da adolescente, nel 1957, con l'apertura della prima piscina Coni, abbiamo iniziato ad allenarci con la squadra in maniera seria, con i vari campionati. Eravamo 7 società in tutto il Veneto, ora ce ne sono 140».
Chi la allenava al tempo?







