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Ultimo aggiornamento: 8:54
“In mezzo a quel blu quasi accecante, in mare aperto, ho provato una sensazione strana e profonda: mi sentivo nel posto giusto, era quello il posto in cui sarei dovuto essere. Del resto, mi preparavo da un anno per quell’impresa”. Marco Trillini, 41 anni, dopo aver partecipato alla traversata a nuoto dello Stretto di Messina nel 2024, ha appena rilanciato la sfida, attraversando il mare aperto per un tratto di oltre dieci chilometri, a nuoto, dall’Isola d’Elba a Piombino. Con un obiettivo ben preciso: raccogliere fondi per persone con disabilità, focalizzare l’attenzione del pubblico su tematiche come la disabilità e la sicurezza sul lavoro.
È nata così la seconda traversata solidale, una sfida rilanciata da Marco e dal suo team in sostegno alle persone con disabilità del Centro Papa Giovanni XXIII di Ancona, che ogni giorno “affrontano il loro mare aperto, fatto di sfide e correnti” racconta Marco al fatto.it.
Marco viene da Castelfidardo, in provincia di Ancona. “Paura e capelli mai avuti”, sorride, oggi è giornalista e da più di 20 anni istruttore di nuoto specializzato in piscina con persone con disabilità. Un lavoro nato come impiego per mettere qualche soldo da parte durante l’università, che negli anni si è trasformato in una parte preponderante della giornata. “Nel 2024, anno in cui ho compiuto 40 anni, mi sono regalato un sogno, quello di partecipare alla traversata dello Stretto di Messina e, nel farlo, di raccogliere fondi per le persone con disabilità del Centro Papa Giovanni XXIII di Ancona. Pensavo fosse un punto di arrivo – ricorda – invece è stato solo l’inizio di una nuova passione”.






