CAMPOSAMPIERO (PADOVA) - Walter Biasin, l'allenatore di nuoto della campionessa paralimpica Gaia Maragno, ieri mattina per entrare nella piscina comunale di Castelfranco Veneto (Treviso) e allenare la sua atleta ha pagato regolarmente il biglietto d'ingresso di 6,50 euro, pur non entrando in acqua. Finisce così, con un nulla di fatto almeno per ora, la polemica che lui stesso aveva sollevato per un senso etico più che per questioni economiche, e che tuttavia sembra destinata a cadere nel nulla.

«L'ho fatto per non creare problemi e per non far pensare al direttore dell'impianto natatorio che il problema fossero i soldi» ha ammesso l'istruttore di nuoto di Camposampiero che lavora per la società Antares. Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire. I gestori dell'impianto sono inamovibili: anche se non entro in acqua e rimango a bordo vasca per consigliare Gaia in allenamento, devo pagare il ticket d'ingresso. Ho deciso che per non far gravare su Gaia tutta questa querelle pagherò ogni mattina l'ingresso. Certo - è l'amara conclusione di Biasin - in questa vicenda i temi della inclusività e dell'etica sportiva sono desolatamente assenti. È triste constatarlo ma è così».

Continua a far discutere la vicenda degli allenamenti mattutini alle piscine comunali di Castelfranco, gestite da Redipuglia Sport Center. Al centro del caso resta l'accesso al piano vasca dell'allenatore Walter Biasin, tecnico di Antares Nuoto, durante le sedute di tre atlete, tra cui Gaia Maragno, nuotatrice con disabilità uditiva.