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Ultimo aggiornamento: 7:55
“Cornuto e mazziato”. Detto di un poveraccio che non solo tiene “‘e corna”, ma pure, da sopra, viene anche bastonato. Modo di dire tutto barese, ma che da tempo ormai ha travalicato i confini di quella città. E che adesso si attaglia perfettamente alla disgraziata situazione in cui vengono a trovarsi i magistrati alle prese con la legge costituzionale Meloni-Nordio che separa le carriere dei pm e dei giudici. Legge tutta “politica”, decisa a palazzo Chigi in un summit di governo tra la premier, il forzista Tajani e il leghista Salvini.
Inizio maggio 2024, giusto mentre il Guardasigilli Nordio, al congresso dell’Anm a Palermo, rassicurava le toghe su una separazione che chissà se mai sarebbe arrivata. Tornato a Roma ha dovuto scrivere gli otto miseri articoletti oggetto del futuro referendum. Una legge “politica” che è rimasta tale e quale nei quattro passaggi parlamentari. Si può mai discutere sui pro e sui contro di una legge “politica” senza fare “politica”? Ovviamente è impossibile. Per la semplice ragione che la maggioranza di centrodestra ha fatto politica proponendo e approvando una legge presentandola agli italiani come lo strumento per “mazziare” quei “cornuti” dei magistrati.






