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15 NOVEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 7:56
Domenica 16 novembre, su iniziativa della segreteria romana di Fratelli d’Italia, ci sarà un corteo di auto per protestare contro le limitazioni al traffico e rivendicare il diritto dei romani a utilizzare l’auto privata come, dove e quando vogliono. Eppure la situazione della capitale è sotto gli occhi di tutti: passata la pausa estiva a Roma è tornato l’inferno del traffico, aggravato, peraltro dall’arrivo di milioni di turisti e pellegrini; cui si aggiunge l’odissea del parcheggio introvabile.
E allora è del tutto evidente che, come si sta facendo in tutte le grandi città europee e come dal 1990 aveva proposto la Ue con “città senza auto”, per avere una città vivibile, è indispensabile fare esattamente il contrario di quanto vuole chi oggi protesta; occorre, invece eliminare dalle nostre strade quanto più si può del traffico privato per dirottarlo sul servizio pubblico, tenendo presente che nel 2024, secondo l’ultimo Rapporto sulla Mobilità del Comune di Roma, il 65% della popolazione utilizza il trasporto privato mentre il trasporto pubblico si ferma al 12,4% degli spostamenti, e la mobilità sostenibile (bici, monopattini e sharing) non supera il 4%. Tanto è vero che, a Roma, secondo le ultime rilevazioni disponibili, ogni 1000 abitanti ci sono 640 auto (a Londra sono 360 e a Parigi 250). Con la conseguenza che la nostra capitale oggi è la città più congestionata d’Europa e la seconda città al mondo per ore sprecate nel traffico (che ogni anno ci fa perdere più di 21 giornate di lavoro); cui si aggiunge il poco invidiabile primato di città più rumorosa di Italia e di terza capitale europea per inquinamento da smog: secondo i dati dell’Agenzia europea per l’ambiente, il maggior numero di morti premature – in valore assoluto – per l’esposizione al biossido di azoto (tipico da traffico) si riscontrano nelle province di Milano (1600), Roma (1236), Napoli (901) e Torino (767).









