“Madre è chi è capace di dare amore di madre”. Parte da questo assunto il progetto “Labia - Madri d’Amore” dell’associazione Acto Sicilia (Alleanza contro il tumore ovarico), che vuole supportare le donne colpite da tumori ginecologici e che non possono più avere figli, almeno dal punto di vista biologico. Perché ci sono altre vie per essere madre: l’adozione, l’affido, per esempio. Ma non solo. E in tutti questi percorsi, attraverso Labia (che in latino vuol dire labbra, bacio), l’associazione fornisce consulenza legale e supporto psicologico.
Le tante forme della maternità
L’idea nasce da un bisogno condiviso e da una storia, quella di Annamaria Motta, che è avvocato e presidente di Acto Sicilia. E che è diventata lei stessa madre affidataria dopo aver affrontato un tumore ovarico. “Abbiamo cominciato offrendo consulenza gratuita e informazioni riguardo alle diverse possibilità di affido familiare e all'adozione - racconta - Ascoltando però le pazienti, ci siamo resi conto che le forme di maternità possono essere molte e che il concetto è molto più complesso ed esteso rispetto ai confini in cui normalmente lo rinchiudiamo. Nella nostra associazione, per esempio, ci sono pazienti volontarie che sono diventate mamme de facto di quei bambini e ragazzi che purtroppo hanno perso la propria mamma a causa della malattia: una forma di supporto tra famiglie nato spontaneamente all'interno dell'ambito associativo. Per i ragazzi, avere un riferimento nell’associazione significa spesso anche mantenere un legame con chi è venuto a mancare”.






