Controllare la pressione arteriosa non è sempre facile. Milioni di persone nel mondo, nonostante assumano tre o più farmaci, non riescono a tenere sotto controllo i valori pressori: è la cosiddetta ipertensione resistente, una condizione che aumenta in modo significativo il rischio di infarto, ictus e malattie renali. Ma una nuova molecola, baxdrostat, potrebbe cambiare la prospettiva terapeutica.
Risultati positivi dallo studio Bax24
I dati dello studio di Fase III Bax24 hanno mostrato che, dopo 12 settimane di trattamento, baxdrostat riduce in modo significativo e duraturo la pressione arteriosa sistolica media nelle 24 ore rispetto al placebo. I pazienti con ipertensione resistente hanno ricevuto baxdrostat (2 mg) o placebo, in aggiunta alla terapia standard. L’efficacia del farmaco è stata confermata durante tutto l’arco della giornata, comprese le prime ore del mattino, momento in cui il rischio cardiovascolare è più elevato. A 12 settimane, la riduzione media della pressione arteriosa sistolica è risultata di 14 mmHg, un dato che viene considerato clinicamente rilevante. Baxdrostat è stato ben tollerato, con un profilo di sicurezza coerente con studi precedenti. Inoltre, il 71% dei pazienti trattati con baxdrostat ha raggiunto una pressione sistolica media sotto i 130 mmHg, contro solo il 17% nel gruppo placebo.






