Per molti pazienti è una delle sfide più difficili. Si scopre la pressione alta, si iniziano le terapie. E ci si accorge che, anche associando diversi farmaci, l’ipertensione non riesce ad essere controllata come si vorrebbe. Oppure la pressione alta resiste alle cure. In entrambi i casi, purtroppo, diventa difficile portare i valori pressori agli obiettivi desiderati. Così, nonostante l'uso di più farmaci, molte persone con ipertensione non raggiungono i livelli di pressione arteriosa associati alla riduzione del rischio di malattie cardiovascolari come infarto e ictus.

In particolare, nell'ipertensione non controllata, la pressione elevata persiste nonostante il trattamento con due o più farmaci, mentre nell'ipertensione resistente rimane alta nonostante l’associazione tra tre o più farmaci. Dal congresso della Società Europea di Cardiologia (ESC) di Madrid arriva però un’importante novità su questo fronte. Un farmaco che agisce sull’aldosterone, Baxdrostat, al dosaggio di 1 o 2 milligrammi, una volta al giorno, ha portato a riduzioni statisticamente significative della pressione arteriosa rispetto al placebo a 12 settimane in pazienti con ipertensione non controllata o resistente al trattamento.