Vivere con l’ipertensione non controllata è una sfida che milioni di persone affrontano ogni giorno. Nonostante terapie multiple e modifiche dello stile di vita, una parte significativa dei pazienti non riesce a raggiungere valori pressori adeguati. La conseguenza è un rischio maggiore di infarto, ictus, insufficienza renale e morte cardiovascolare. È in questo contesto che arrivano i risultati incoraggianti dello studio di Fase III BaxHTN, dedicato a valutare l’efficacia e la sicurezza di baxdrostat, un nuovo farmaco sperimentale per l’ipertensione difficile da trattare.

Malattie rare: record di accesso ai farmaci, ma in calo le sperimentazioni cliniche

DI IRMA D'ARIA

I risultati dello studio BaxHTN

Lo studio multicentrico e randomizzato BaxHTN ha coinvolto 796 pazienti con ipertensione non controllata o resistente, ovvero pazienti che non riescono a raggiungere i valori pressori target nonostante l’uso di almeno due o tre farmaci antipertensivi (incluso un diuretico). I partecipanti sono stati assegnati in modo casuale a ricevere baxdrostat (1 mg o 2 mg) o placebo, in aggiunta alla terapia standard, una volta al giorno per 12 settimane. Baxdrostat ha raggiunto l’obiettivo primario dello studio, ovvero la riduzione statisticamente significativa e clinicamente rilevante della pressione arteriosa sistolica media a riposo rispetto al placebo. Il farmaco è risultato generalmente ben tollerato, con un profilo di sicurezza favorevole anche nel trattamento a lungo termine.