Per la prima volta in 20 anni, una nuova molecola ha dimostrato di ridurre in maniera significativa la pressione arteriosa sistolica nei pazienti con ipertensione. Lo dimostrano i risultati dello studio BaxHTN, in cui l’Italia ha svolto un ruolo di primo piano, presentati recentemente al Congresso della Società Europea di Cardiologia (Esc), a Madrid. Ne parliamo con Sharon Barr, Executive Vice President BioPharmaceuticals R&D di AstraZeneca, e Raffaela Fede, Direttore Medico AstraZeneca Italia.

Dott.ssa Barr, quali sono i principali studi supportati da AstraZeneca presentati all’Esc?

“Vi sono state due presentazioni molto importanti, per questo definite ‘late-breaking’: una su dapagliflozin, SGLT2 inibitore, nello scompenso cardiaco, e una su una nuova molecola, baxdrostat. In particolare, lo studio clinico BaxHTN su baxdrostat riguarda persone con ipertensione difficile da controllare, non controllata o resistente al trattamento, che mostra, per la prima volta, risultati entusiasmanti in questo tipo di pazienti”.

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03 Settembre 2025