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Tutti gli spostamenti effettuati dal magistrato la mattina della scomparsa. Un testimone riferì di averlo visto in compagnia di un giovane, mai identificato. Dalla pista dell'allontamento volontario all'ipotesi del rapimento
Era la mattina del 2 luglio 1994 quando il giudice Paolo Adinolfi, trasferito da circa venti giorni alla Corte d'Appello di Roma dopo che per anni aveva lavorato alla sezione Fallimentare del Tribunale Civile, svanì nulla. "Torno per pranzo", disse alla moglie Nicoletta prima di uscire di casa, un appartamento in via della Farnesina. A trentuno anni dalla misteriosa scomparsa, su cui a più riprese si è indagato nel corso degli anni, si profila una possibile svolta investigativa. Dall'alba di giovedì 12 novembre, carabinieri, polizia e Guardia di Finanza, coordinati dalla Prefettura, stanno ispezionando le gallerie sotterranee (mai esplorate prima) della Casa del Jazz, noto centro culturale e auditorium della Capitale. Ma i dubbi restano, così come le tante domande irrisolte.







