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Gli inquirenti hanno posto sotto indagine il marito, ma restano numerosi interrogativi sulle circostanze della sua scomparsa e sul possibile coinvolgimento di altre persone
È una colonna di fumo, ripresa all’alba del 9 gennaio dalle videocamere di un’azienda confinante, a indirizzare le indagini sul destino di Federica Torzullo. Le immagini mostrano un rogo provenire da un cassone appartenente alla ditta del marito, Claudio Carlomagno, ad Anguillara Sabazia. Proprio lì, nascosto sotto uno strato di terra e rovi sistemati ad arte, i carabinieri del Nucleo investigativo di Ostia hanno individuato il punto in cui scavare. Sotto quel terreno era sepolto il corpo della donna, scomparsa da giorni.
Secondo quanto riferito da Carlomagno durante l’interrogatorio di garanzia, dopo l’uccisione avrebbe caricato il cadavere della moglie nel cassone insieme al suo telefono e ai teli utilizzati per ripulire il sangue in casa. Avrebbe poi dato fuoco a un sacco di plastica, accorgendosi solo in un secondo momento che le fiamme stavano coinvolgendo anche il corpo, già gravemente martoriato. A quel punto avrebbe cercato di spegnere l’incendio gettando sabbia e colpendo con una pala. Per l’uomo sono scattate le accuse di femminicidio e occultamento di cadavere.






