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Ultimo aggiornamento: 13:34

Gli Stati Uniti intendono esercitare un ruolo egemonico sul mercato energetico europeo, e per riuscirci vogliono realizzare un piano strategico incentrato sul Mediterraneo Orientale. Un summit a quattro svoltosi ad Atene tra i ministri dell’Energia di Cipro, Grecia, Israele e Stati Uniti si è chiuso con una dichiarazione congiunta, riportata da Ynet, che condanna la Russia e ribadisce l’impegno per raggiungere l’obiettivo di “diversificare le fonti energetiche regionali” e “ridurre la dipendenza da attori ostili”. Nelle mire di Washington ci sono le (residue) esportazioni energetiche russe dirette verso l’Europa, una fonte di preoccupazione geopolitica a causa delle rivalità in Ucraina ma soprattutto economica perché ostacola la piena penetrazione di Washington nel Vecchio Continente.

Al centro degli interessi americani c’è la Grecia, che ha siglato un accordo ventennale con Washington per potenziare le importazioni di gas naturale statunitense e trasferirlo nel resto dell’Europa Orientale. Gli Stati Uniti invieranno, a partire dal 2030, 700 milioni di metri cubici di gas naturale liquefatto ad Atene che lo redistribuirà poi agli altri Stati membri dell’Unione Europea sfruttando i gasdotti già esistenti. L’accordo rafforza l’intesa siglata, lo scorso luglio, tra Washington e Bruxelles che impegna l’Unione Europea ad acquistare 250 miliardi di dollari annui di petrolio, gas naturale e tecnologia nucleare americani per i prossimi tre anni.