"L'Europa avrà bisogno di gas naturale per molti, molti anni a venire (…), ha perfettamente senso che gli Stati Uniti considerino la Grecia come un punto di ingresso per il loro gas, al fine di soddisfare il fabbisogno energetico di un'intera regione".

Lo ha dichiarato il premier ellenico, Kyriakos Mitsotakis, intervenendo alla conferenza della Partnership per la cooperazione energetica transatlantica (P-Tec), in corso ad Atene.

In occasione dell'evento, finalizzato a rafforzare la cooperazione tra Grecia e Usa in ambito energetico, è stata annunciata ieri l'entrata del colosso statunitense ExxonMobil in una joint venture con Energean e Helleniq Energy, per la ricerca offshore di gas nel Mar Ionio, a nord-ovest dell'isola greca di Corfù. Un accordo che ribadisce l'interesse di Washington in ambito energetico nel Mediterraneo orientale, nel momento in cui l'Unione europea vuole diventare del tutto indipendente dal gas di Mosca. Mitsotakis ha affermato che la Grecia e gli Stati Uniti condividono "un legame duraturo basato su una serie di obiettivi strategici simili", e ha ribadito l'impegno del governo ellenico nel cosiddetto "Corridoio verticale", un progetto di infrastrutture che puntano a rifornire di gas l'Ucraina dalla Grecia, passando per Moldavia, Slovacchia, Bulgaria, Romania e Ungheria. "La maggior parte del gas che ora arriva in Grecia non rimane in Grecia, ma viene inviato a paesi terzi", ha affermato Mitsotakis, "siamo diventati un fornitore di sicurezza energetica per l'intera regione dell'Europa sud-orientale". Il premier ellenico ha aggiunto, a proposito del divieto europeo sul gas russo, che il gas di Mosca non dovrebbe "entrare in Europa dalla porta sul retro, passando per la Turchia". Lo riporta Kathimerini.