(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Dopo uno "sbandamento" nelle prime battute, con un calo dello 0,6%, Poste Italiane +0,32%
ha trovato la via dei rialzi, festeggiando conti che gli analisti giudicano solidi, al di sopra delle aspettative, grazie anche a una strategia efficace di controllo dei costi, e in linea con il percorso 2025 (confermata la guidance per l'anno con risultato operativo adjusted a 3,2 miliardi e utile netto a 2,2 miliardi).
«La guidance confermata ci sembra raggiungibile e, alla luce delle nostre stime e di quelle del consensus, già superiori ai target della società, appare conservativa», dicono gli analisti di Intermonte. Piace anche il fatto che sia stata confermata la politica sui dividendi basata su un payout del 70%, con un acconto sul dividendo fissato al record di 0,40 euro per azione, in linea con le attese. «L'utile è stato sopra le attese grazie a una politica di controllo dei costi che ha determinato un profitto operativo migliore delle stime», dicono gli analisti di Jefferies, che confermano la valutazione "hold" con obiettivo di prezzo a 18,9 euro per azione. Poste Italiane ha chiuso i nove mesi con ricavi record per 9,6 miliardi, in crescita del 4%, al netto dei costi connessi all’acquisto delle materie prime, degli oneri di sistema e del trasporto di energia elettrica e gas. Anche la redditività è a livello record con il risultato operativo (ebit) adjusted a 2,5 miliardi in rialzo del 10% (nel trimestre 856 milioni, +8,5%). Anche i risultati del terzo trimestre hanno messo in luce ricavi cresciuti del 4% a 3,2 miliardi, in linea con il consensus, utile operativo adjusted in rialzo dell'8% a 856 milioni, leggermente sopra le attese grazie al contributo del business Financial Services. L’utile netto si è attestato a 603 milioni (+6%), anch’esso marginalmente superiore al consensus.










