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13 NOVEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 11:00

Torna il sereno a Taranto per i Giochi del Mediterraneo: dopo settimane di incomprensioni, minacce, pugni sbattuti sul tavolo, si va ricomponendo lo scontro tra organizzatori locali e internazionali che aveva addirittura messo in discussione lo svolgimento dell’evento. Il comitato italiano pagherà di più (almeno una decina di milioni) quello internazionale, e poi ci penserà Atene a stipulare i contratti mancanti, come e con chi preferiranno. Era diventata un’autentica telenovela il conflitto tra i due Comitati, con in prima linea da una parte Massimo Ferrarese, commissario straordinario alle opere e presidente del comitato organizzatore locale, e Davide Tizzano, n.1 del CIGM (International Committee of Mediterranean Games), titolare dell’evento. Oggetto del contendere, come già raccontato dal Fatto, i contratti fondamentali per lo svolgimento della manifestazione, dal timing e scoring (cronometri e punteggi delle gare) alla cybersecurity, dall’antidoping alla produzione televisiva, che a pochi mesi dall’inaugurazione ancora non sono stati firmati. Atene pretendeva che questi servizi fossero svolti da fornitori ufficiali, che garantiscono alti standard (e spesso sono anche loro sponsor). Il Comitato italiano si rifiutava di deliberare affidamenti diretti da importi milionari, quindi in deroga alla normativa nazionale, e avrebbe preferito bandire una gara. Di qui l’impasse che si era trasformato in un vero e proprio caso, finito sul tavolo del governo (in particolare dei ministri competenti, Abodi e Foti) e arrivato all’orecchio persino della premier Giorgia Meloni.