PORDENONE - È andata deserta anche la seconda asta, indetta nell'ambito della procedura di liquidazione controllata in continuità aperta in Tribunale a Pordenone, per i beni dell'imprenditore agricolo Mauro Lovisa, ex patron del fallito Pordenone calcio, una vicenda che ha avuto ripercussioni anche sull'impresa personale dell'ex presidente neroverde.
Ieri si è tenuto il nuovo tentativo indetto dal liquidatore Gianluca, che ha applicato un ribasso del 20 per cento. Significa che la villa di Lovisa, 454 metri quadrati in via Sile valutati 560mila euro, è stata proposta a un prezzo base di 448mila euro. Non ci sono state proposte, questo comporterà un nuovo tentativo con ribasso che dovrebbe essere del 25 cento (336mila euro). L'azienda agricola, che opera a Rauscedo nel settore delle barbatelle, stimata inizialmente 7,3 milioni, ieri è stata battuta a 5 milioni 840mila euro. Sarà riproposta poco sopra i 4 milioni di euro il prossimo febbraio.
L'impresa personale di Lovisa ha maturato un debito importante, dovuto soprattutto a mancati versamenti Iva e Irpef nell'ambito della vicenda del Pordenone calcio. Ad aprile 2024 è stata ammessa a una procedura di liquidazione controllata in continuità. Garantire il proseguimento dell'attività nei vigneti e nei campi di barbatelle è stato un percorso obbligato per salvare l'azienda e ristrutturare il debito. Il ramo aziendale è stato affittato per tre anni a una società che fa riferimento ai figli di Lovisa, affinchè sia garantita la continuità. Si tratta di un contratto che, in caso di cessione dell'azienda agricola, verrà interrotto.






