PORDENONE - La Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per l'imprenditore Mauro Lovisa, unico indagato per il crac del Pordenone calcio. L'udienza preliminare è stata fissata per il prossimo 2 febbraio davanti al gup Francesca Vortali. Il sostituto di Monica Carraturo contesta all'ex presidente neroverde, in qualità di amministratore unico della società sportiva, ipotesi di bancarotta e di reati fiscali.
Secondo la ricostruzione della Procura, il fallimento della società calcistica sarebbe stato causato da alcune operazioni dolose riconducibili al mancato versamento dei tributi. Il debito maturato nei confronti dell'Erario è importante. Nella procedura fallimentare l'Agenzia delle Entrate si è insinuata nel passivo per 10,5 milioni di euro.
La difesa, rappresentata dall'avvocato Stefano Buonocore e dal collega Francesco Santini, valuterà prossimamente le strategie processuali da adottare.
Il capo di imputazione è corposo e molto dettagliato. A chiedere il fallimento del Pordenone calcio era stato l'allora procuratore Raffaele Tito. Dopo aver esaminato le carte, valutato bilanci e passivi, si era reso conto che anche con l'ipotesi più positiva, quella della promozione in serie B, le cose non sarebbero cambiate. Uno scenario che, dopo l'impossibilità di ottenere un concordato preventivo, si è concretizzato con la liquidazione giudiziale della società.






