Un "piano di decarbonizzazione" che si svolgerà in 4 anni, ovvero "nel più breve tempo possibile, con mantenimento della continuità produttiva, così da consentire all'Italia di diventare il primo paese europeo a produrre solo acciaio": è il piano per l'ex Ilva presentato dal governo ai sindacati e reso noto dalla Fiom.
Un piano che prevede, tra i punti salienti, la cassa integrazione aumentata a 5.700 persone, che poi arriveranno a 6.000, ed i negoziati con un nuovo potenziale acquirente estero che sta attualmente facendo una prima ricognizione.
Ecco i principali punti previsti dal piano per l'Ex Ilva:
NEGOZIATI IN CORSO: oltre a Bedrock Industries e Flacks Group, è stato firmato un accordo di riservatezza ed attivato l'accesso alla data room nel corso della scorsa settimana a un altro operatore estero per avviare una prima ricognizione finalizzata ad eventuale manifestazione di interesse. C'è stato, si legge nel piano, un "incontro venerdì scorso positivo a cui è seguita un'ulteriore richiesta di chiarimenti".
GESTIONE OPERATIVA: dal 15 novembre a febbraio 2026 ADI darà corso a interventi per la manutenzione AFO2, AFO4, Acciaieria 2, Treno Nastri 2, Rete Gas coke e agglomerato. Sono previsti anche interventi ambientali e sugli impianti marittimi. Da marzo 2026 sarà comunque necessario fare ulteriori interventi "auspicabilmente a cura del nuovo acquirente" tra i quali anche su AFO1 (ove dissequestrato).






