Roma, 11 nov. (askanews) – “Il problema non è la separazione delle carriere, lo slogan separazione carriere è poco più che uno specchietto delle allodole, anzi direi quasi una truffa”. A dirlo è il presidente onorario del comitato per il NO, Enrico Grosso, intervistato a Coffee Break su La7.

“Quello che viene fatto con questa riforma – prosegue Grosso – è un indebolimento complessivo della giurisdizione, non del pm ma del giudice, cioè proprio di quel soggetto che dovrebbe essere terzo. E come lo si fa? Indebolendo l’unico strumento con il quale il giudice viene difeso dalla politica e cioè indebolendo il Csm, questo è il vero tema della riforma, non la separazione delle carriere come si continua ossessivamente a dire. Il vero tema è l’indebolimento dello strumento concreto di garanzia della giurisdizione”.

Rispondendo alle obiezioni sulle modifiche alla Costituzione Grosso spiega: “Cominciamo a far capire agli indecisi qual è la posta in palio. Che serve scrivere ‘la magistratura è indipendente’ se poi si modifica completamente quell’istituto di garanzia che serve a dare sostegno e concretezza al principio di autonomia? A chi la Costituzione affida quel principio di autonomia? Lo affida al Consiglio superiore della magistratura inteso come organo costituzionale di altissimo standing, prestigioso, che grazie a questo suo prestigio costituzionale svolge un compito di difesa attiva e quotidiana della magistratura dalle possibili interferenze della politica”.