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10 GENNAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 15:23

“Ci accusano di diffondere la falsa informazione che l’autonomia della magistratura dalla politica sarebbe a rischio perché “il principio di autonomia e indipendenza continua a essere scritto nella Costituzione”. È un argomento di una pochezza davvero sconcertante. Se bastasse che un principio sia scritto in una Costituzione, perché esso sia effettivo, allora avremmo risolto per sempre tutti i problemi. E infatti affermazioni di principio simili le rintracciamo senza vergogna nelle Costituzioni della Russia, dell’Iran, della Cina, della Corea del Nord e di decine di altri regimi autocratici“. Il costituzionalista e avvocato Enrico Grosso, presidente del comitato per il No al referendum promosso dall’Associazione nazionale magistrati, risponde così alle polemiche sui manifesti in cui si chiede agli elettori se vorrebbero “giudici dipendenti dalla politica“. “Se passa la riforma Nordio, la diminuzione dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura avverrà, perché si abbasseranno i presidi che quella autonomia e indipendenza garantiscono in concreto”, dice Grosso dall’assemblea di lancio della campagna del No a Roma, definendo gli attacchi della maggioranza e del fronte del Sì “scomposti e volgari“.