Caffè contro la fibrillazione atriale: possibile? Più che favorirla, infatti, sembrerebbe ridurne gli episodi. Lo sostengono alcuni ricercatori sparsi tra Usa, Canada e Australia, che hanno allestito uno studio ad hoc per mettere alla prova il ruolo del caffè nella fibrillazione atriale. Secondo quanto riferiscono, e contrariamente a quanto ritenuto finora, il consumo di caffè (con caffeina) si associa a un rischio inferiore del 40% di fibrillazione.

Decaf: lo studio per far luce sugli effetti del caffè

I dati della sperimentazione – che si chiama curiosamente Decaf, acronimo di Does Eliminating Coffee Avoid Fibrillation? ovvero, Eliminare il caffè aiuta a prevenire la fibrillazione? – sono stati pubblicati su Jama e presentati nel corso di un convegno della American Heart Association a New Orleans.

Il punto di partenza dello studio è stato proprio questo: cercare una conferma (o smentita) dell’assunto secondo cui il caffè favorisca le aritmie. Malgrado infatti quanto riferito da pazienti e consigliato da specialisti, ricordano gli autori, alcuni studi hanno rimesso in discussione il ruolo del caffè nella fibrillazione atriale. Nella nuova ricerca lo scopo era di approfondire proprio questi aspetti e per farlo sono stati arruolati 200 pazienti con fibrillazione atriale o flutter atriale (un'altra forma, simile, di aritmia) abituati a bere caffè. I partecipanti – con età media di 69 anni – erano stati sottoposti a cardioversione per ripristinare il ritmo cardiaco, attraverso scariche elettriche.