Una morte improvvisa per infarto, mentre era a casa. Si è spento così a 61 anni appena Guido Di Leone, chitarrista jazz innamorato di Jim Hall e figura di spicco della comunità jazzistica barese.

Autore di un centinaio di dischi, incisi come leader e come sideman per varie etichette da lui stesso fondate, Di Leone era un infaticabile organizzatore di rassegne e serate, anche in compagnia della moglie, la cantante Francesca Leone, con la quale proprio in serata avrebbe dovuto tenere ad Altamura un concerto dedicato a Bruno Martino.

Nel 1985, quando ancora il jazz era una disciplina fuori dagli schemi e dagli ordinamenti accademici, aveva fondato a Bari la scuola di musica “Il Pentagramma”, istituzione ormai quarantennale che è stata una palestra ineguagliabile per l’avviamento alla musica – non solo jazz – di tanti bambini e moltissimi giovani.

Del Pentagramma Di Leone è stato deus ex machina, perché di quella scuola era anche docente di armonia e chitarra jazz, disciplina che attualmente insegnava al Conservatorio “Duni” di Matera.

Il musicista era anche direttore del Duke Jazz Club, nato all’interno della stessa scuola. Dal 2004 al 2014 è stato docente al “Piccinni” di Bari dove i tanti colleghi e amici hanno immediatamente annullato il concerto conclusivo del convegno “Il jazz in conservatorio a Bari” promosso in occasione del centenario dell’istituzione e previsto per questa sera nel salone dell’Auditorium “Nino Rota”.