Èmorto a 80 anni James Senese, sassofonista, voce e anima della musica napoletana contemporanea. Ricoverato a fine settembre al Cardarelli per un’infezione polmonare, non ce l’ha fatta. Con lui se ne va uno dei simboli più autentici della Napoli musicale, un artista che ha saputo fondere jazz, funk, soul e melodia partenopea come nessun altro.

Figlio di padre afroamericano e madre napoletana, Senese è stato tra i primi a dare un suono nuovo alla città: crudo, viscerale, vero. Fondatore con Mario Musella degli Showmen, poi anima e guida dei Napoli Centrale, ha scritto pagine indimenticabili della musica italiana, portando il dialetto nei territori del jazz e del rhythm’n’blues.

Negli anni ’80 fu parte integrante della band di Pino Daniele (fu lui a volervlo fortemente al basso mentre Pino nasceva chitarrista. Senese disse: «Ja tu cumincia a sonà. e dopo si accorgeranno chi sei» - sene sono acorti) insieme a Tullio De Piscopo, Rino Zurzolo e Tony Esposito. Quella formazione divenne una leggenda, capace di ridefinire l’identità musicale del Sud. Il suo sax, ruvido e caldo, raccontava le periferie, la fatica, la rabbia e la dignità del popolo napoletano.

Con Napoli Centrale incise album storici come Mattanza, ’O sanghe e Zitte! Sta arrivanne ‘o mammone, portando il jazz partenopeo nei festival di tutto il mondo. Fino agli ultimi anni è rimasto attivissimo, sul palco e in studio, testimone di un’arte che non ha mai ceduto ai compromessi.