“Qua abbiamo ottant’anni e il corpo fa quello che vuole”. Così James Senese ad aprile commentava, in un’intervista a Repubblica, l’intervento d’urgenza al quale si era dovuto sottoporre a causa di un’ernia strozzata, l’aveva appena superato e si era messo a riposo per prepararsi al tour nel quale avrebbe presentato il nuovo disco, Chesta nun è ‘a terra mia, in uscita il 2 maggio. Stavolta non ce l’ha fatta. E’ morto il 29 ottobre dopo un mese di ricovero all'ospedale Cardarelli di Napoli in rianimazione per una polmonite. Le sue condizioni, già gravi da alcuni giorni, erano ulteriormente peggiorate fino al decesso.
James Senese, quell’incrocio tra America e Napoli che ha incendiato la musica italiana
di Gino Castaldo
Ad annunciare la scomparsa sui suoi profili social, Enzo Avitabile, amico di una vita: "Non bastano parole per un dolore così grande ma solo un grazie! Grazie per il tuo talento, la dedizione, la passione, la ricerca. Sei stato un esempio di musica e di vita. Un amico per fratello, un fratello per amico. Per sempre".
James Senese, stregone della musica: “Franco, Pino, mia moglie: scrivo dischi con i fantasmi”










