Non ce l'ha fatta, James Senese: il grande musicista napoletano è morto a 80 anni all'ospedale Cardarelli, dove si trovava ricoverato da un mese in rianimazione per una polmonite. Se ne va così uno degli artisti più influenti e creativi degli ultimi 40 anni, un ponte tra Napoli e Stati Uniti: grande amico e collaboratore di Pino Daniele, un'anima partenopea capace di raggiungere l'altra sponda dell'Atlantico, ma anche un simbolo della contaminazione musicale che si allungava sino all'Africa e al Mediterraneo.

Con Luigi Senese, questo il suo vero nome, il jazz italiano perde uno dei suoi maggiori interpreti. Una scomparsa che segna, in un certo senso, la fine di un'epoca fatta di note vibrate dal suo sax e collaborazioni con mostri sacri italiani e internazionali: da Bob Marley a Gil Evans, dagli Art ensemble of Chicago a Tullio De Piscopo e, appunto, Pino Daniele. Proprio con il cantautore partenopeo, Senese – assieme a De Piscopo, Joe Amoruso ed Ernesto Vitolo – forma il 'supergruppo' che lo segue, collaborando nei suoi dischi d'esordio. Musicisti che torneranno insieme per l'incisione dell'album di Daniele Ricomincio da 30 del 2008. Lo stesso Daniele, che definiva l'amico Senese Nero a metà, aveva militato per un breve periodo (come bassista) nei Napoli Centrale, tra i più rilevanti complessi jazz-rock italiani degli anni 70, capitanato proprio da Senese. Più che una collaborazione, quella con Daniele diventa un vero e proprio sodalizio umano e artistico.